Investire in Azioni: meglio il Dividendo o il Buyback?
Buyback e Dividendo: due Modi di Restituire Valore agli Azionisti
Quando una società quotata in borsa vuole restituire capitale ai suoi azionisti, ha due opzioni principali: buyback (o riacquisto di azioni proprie) e dividendo. Entrambi i metodi hanno l’obiettivo di distribuire il valore generato dall’azienda ai suoi investitori, ma lo fanno in modi diversi. Molti investitori si chiedono quale sia la scelta migliore o se, alla fine, siano equivalenti. Vediamo perché, per un investitore, il buyback e il dividendo possano essere considerati due facce della stessa medaglia, pur con alcune distinzioni importanti.
Cos’è il Buyback
Il buyback, o riacquisto di azioni proprie, è un’operazione in cui la società decide di riacquistare le proprie azioni sul mercato. In pratica, l’azienda utilizza parte del suo capitale per acquistare azioni dai suoi stessi investitori. Questo riduce il numero di azioni in circolazione, aumentando così il valore di quelle rimanenti.
Quando una società compra le proprie azioni, sta implicitamente reinvestendo nei suoi stessi titoli, inviando un segnale di fiducia sulla sua solidità e prospettiva futura. Un’azienda che avvia un programma di buyback sta dicendo agli investitori che ritiene le proprie azioni sottovalutate o che non ha altre opportunità di investimento altrettanto redditizie. Inoltre, riducendo il numero di azioni sul mercato, il buyback può aumentare gli utili per azione (EPS – Earnings Per Share) della società, rendendola più attraente per gli investitori.
Cos’è il Dividendo
Il dividendo, invece, è una distribuzione diretta di denaro agli azionisti. Una volta che l’azienda ha generato utili, può decidere di distribuirne una parte sotto forma di dividendi. In genere, le aziende stabili e mature, che non hanno bisogno di reinvestire pesantemente per la crescita, optano per pagare dividendi regolari ai loro azionisti.
I dividendi possono essere ordinari o straordinari. Quelli ordinari vengono pagati a intervalli regolari, solitamente trimestrali o annuali, mentre quelli straordinari sono pagamenti una tantum, solitamente in caso di eventi eccezionali o utili straordinari. Ricevere un dividendo significa ottenere un guadagno immediato, che può essere incassato o reinvestito.
Perché il Buyback e il Dividendo Possono essere visti come Equivalenti
Per un investitore, sia il buyback che il dividendo rappresentano una forma di rendimento del capitale. Tuttavia, le due modalità offrono vantaggi diversi a seconda della strategia e delle preferenze dell’investitore.
- Valore Complessivo dell’Investimento: In entrambi i casi, l’investitore riceve un ritorno dal capitale aziendale. Nel caso del buyback, questo avviene indirettamente, poiché il valore delle azioni possedute aumenta grazie alla riduzione del numero di azioni in circolazione. Con il dividendo, invece, il guadagno è immediato e tangibile, perché viene ricevuto sotto forma di denaro.
- Effetti fiscali: Il trattamento fiscale può variare. In Italia, i dividendi sono generalmente tassati come reddito da capitale con un’aliquota fissa, mentre i guadagni derivanti dall’aumento di valore delle azioni a seguito di un buyback sono soggetti alla tassazione sulle plusvalenze solo al momento della vendita delle azioni. Questo aspetto può rendere il buyback più vantaggioso per alcuni investitori dal punto di vista fiscale.
- Flessibilità: Il dividendo crea un’entrata periodica che alcuni investitori preferiscono, mentre il buyback è più flessibile e non implica un impegno continuativo. Le aziende possono interrompere un programma di buyback in qualsiasi momento senza impattare negativamente la percezione degli investitori, mentre sospendere i dividendi può essere visto come un segnale di debolezza.
- Aumento degli Utili per Azione (EPS): Il buyback riduce il numero di azioni in circolazione, il che può far aumentare gli utili per azione (EPS). Questo può rendere la società più attrattiva agli occhi degli investitori e aumentare il valore delle azioni, offrendo un beneficio indiretto. I dividendi, invece, non hanno questo effetto, poiché non influenzano direttamente il numero di azioni in circolazione.
Quando un Investitore Potrebbe Preferire uno Strumento sull’Altro
Anche se buyback e dividendi possono essere considerati equivalenti in termini di ritorno del capitale, ci sono situazioni in cui un investitore potrebbe preferire uno strumento rispetto all’altro.
- Preferenza per Entrate Periodiche: Gli investitori che preferiscono un’entrata costante, come i pensionati o coloro che desiderano un reddito regolare, tendono a preferire i dividendi. I dividendi rappresentano una fonte di reddito passivo, che può essere più prevedibile e costante rispetto al buyback.
- Focus sulla Crescita del Capitale: Gli investitori orientati alla crescita del capitale potrebbero preferire il buyback, in quanto tende ad aumentare il valore delle azioni rimanenti nel lungo termine. Questo è particolarmente vero se la società è sottovalutata: acquistando le proprie azioni a un prezzo basso, l’azienda potenzialmente aumenta il valore delle azioni rimaste per gli investitori.
- Vantaggi Fiscali: Come accennato, il trattamento fiscale dei dividendi è meno vantaggioso rispetto ai guadagni da capital gain, rendendo il buyback preferibile per chi vuole minimizzare il carico fiscale.
Un Approccio Combinato: Buyback e Dividendo
Molte aziende adottano un approccio ibrido, combinando buyback e dividendi. In questo modo, cercano di soddisfare sia gli investitori alla ricerca di reddito che quelli orientati alla crescita del capitale. Ad esempio, una società può stabilire un dividendo regolare che garantisce entrate periodiche, ma allo stesso tempo implementare un programma di buyback per aumentare il valore delle azioni.
Questo approccio ibrido offre una flessibilità maggiore e permette alla società di adattarsi meglio alle condizioni di mercato. Ad esempio, in un periodo di utili eccezionalmente elevati, l’azienda può decidere di aumentare temporaneamente il programma di buyback senza alterare la politica di dividendi.
Limiti del Buyback e del Dividendo
Nonostante i vantaggi, sia il buyback che il dividendo hanno dei limiti. Il buyback, ad esempio, può diventare problematico se l’azienda acquista azioni quando sono sopravvalutate, sprecando capitale in un investimento poco redditizio. Inoltre, un eccessivo ricorso al buyback potrebbe indicare una mancanza di idee per investimenti produttivi, segnalando agli investitori una possibile stagnazione.
I dividendi, d’altro canto, possono limitare la capacità di reinvestimento dell’azienda. Un’azienda che paga dividendi elevati potrebbe avere meno risorse per investire nella ricerca e sviluppo, riducendo il suo potenziale di crescita futura.
Due Facce della Stessa Medaglia
In conclusione, sia il buyback che il dividendo rappresentano modalità con cui le aziende restituiscono valore agli azionisti. Pur essendo strumenti diversi, per un investitore i risultati possono essere molto simili, sebbene con diverse implicazioni in termini di flessibilità, tassazione e impatto sul valore delle azioni. Il buyback tende a favorire la crescita del capitale nel lungo periodo, mentre i dividendi offrono un reddito periodico immediato.
Per molti investitori, la scelta tra buyback e dividendo può essere indifferente o persino complementare. Tuttavia, comprendere le differenze e i benefici di ciascuno strumento può aiutare a prendere decisioni d’investimento più informate e adatte alle proprie esigenze di rendimento e di crescita del capitale.
